I PRODUTTORI SARANNO OBBLIGATI A RIPARARE GLI ELETTRODOMESTICI ANCHE FUORI GARANZIA!
art. 31/07/2026
È la fine di un'era. Gli Stati membri, Italia compresa, dovranno recepire ufficialmente la nuova direttiva europea sul "Diritto alla Riparazione". Una svolta epocale destinata a stravolgere le abitudini di consumo e le strategie delle multinazionali tech e degli elettrodomestici. Basta con dispositivi che smettono di funzionare dopo pochi anni, pezzi introvabili o preventivi folli studiati ad arte per spingere all'acquisto del modello nuovo. L'Europa dice basta alla montagna di 35 milioni di tonnellate di rifiuti generata ogni anno dallo smaltimento prematuro di prodotti ancora salvabili. Le novità shock della Direttiva europea L'obbligo di riparazione: I produttori saranno legalmente tenuti a riparare i beni rotti o difettosi — anche se fuori dal periodo di garanzia — a patto che siano tecnicamente riparabili. Niente più ricambi a prezzi d'oro: I fabbricanti dovranno garantire componenti
e strumenti di ricambio a prezzi ragionevoli, evitando di scoraggiare il consumatore. Se il produttore risiede fuori dall'UE, l'obbligo ricadrà direttamente su importatori o rappresentanti europei. Massima trasparenza (il Modulo Europeo): Prima di iniziare qualsiasi lavoro, il riparatore dovrà consegnare un modulo standard con costi chiari, tempi di consegna, dettagli dell'intervento ed eventuale apparecchio sostitutivo. Garanzia extra di 1 anno: Se il prodotto è ancora in garanzia e il cliente sceglie di ripararlo anziché sostituirlo, la garanzia legale si allunga automaticamente di altri 12 mesi dal momento della riparazione. Beni ricondizionati e piattaforma unica: Se la
riparazione è del tutto impossibile, il fabbricante potrà proporre un bene ricondizionato. Inoltre, entro il 31 luglio 2027 nascerà un portale online europeo per mettere in contatto i cittadini con riparatori locali, mercati del ricondizionato e iniziative di riparazione condivisa. L'Italia verso il nuovo Codice del Consumo L'Italia si è già attivata con uno schema di decreto legislativo per adeguare il Codice del Consumo. Come evidenziato da Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti (associazione impegnata anche in campagne sul riuso),
non si tratta solo di risparmio economico per le famiglie, ma di una battaglia fondamentale per l'ambiente che spingerà finalmente le aziende a costruire prodotti fatti per durare nel tempo. L'era in cui si gettava uno smartphone o una lavatrice per un singolo componente guasto sta ufficialmente finendo.
e strumenti di ricambio a prezzi ragionevoli, evitando di scoraggiare il consumatore. Se il produttore risiede fuori dall'UE, l'obbligo ricadrà direttamente su importatori o rappresentanti europei. Massima trasparenza (il Modulo Europeo): Prima di iniziare qualsiasi lavoro, il riparatore dovrà consegnare un modulo standard con costi chiari, tempi di consegna, dettagli dell'intervento ed eventuale apparecchio sostitutivo. Garanzia extra di 1 anno: Se il prodotto è ancora in garanzia e il cliente sceglie di ripararlo anziché sostituirlo, la garanzia legale si allunga automaticamente di altri 12 mesi dal momento della riparazione. Beni ricondizionati e piattaforma unica: Se la
riparazione è del tutto impossibile, il fabbricante potrà proporre un bene ricondizionato. Inoltre, entro il 31 luglio 2027 nascerà un portale online europeo per mettere in contatto i cittadini con riparatori locali, mercati del ricondizionato e iniziative di riparazione condivisa. L'Italia verso il nuovo Codice del Consumo L'Italia si è già attivata con uno schema di decreto legislativo per adeguare il Codice del Consumo. Come evidenziato da Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti (associazione impegnata anche in campagne sul riuso),
non si tratta solo di risparmio economico per le famiglie, ma di una battaglia fondamentale per l'ambiente che spingerà finalmente le aziende a costruire prodotti fatti per durare nel tempo. L'era in cui si gettava uno smartphone o una lavatrice per un singolo componente guasto sta ufficialmente finendo.